martedì 21 luglio 2015

GESTIRE LA PAURA

Un capitolo importante e delicato è la paura.
Quante volte vi è capitato di trovarvi nel bel mezzo di una discussione dove i toni si fanno sempre più forti e accesi? Quante volte un vostro collega o capoufficio è arrivato a urlarvi contro in maniera minacciosa? Quante volte avreste voluto far valere le vostre ragioni ma avete avuto paura che la discussione degenerasse?
E in quei casi cosa avete provato? Come vi siete sentiti?
In pericolo,inadeguati,pieni di rabbia,con le mani che tremano….Queste sono le risposte che mi vengono date dai miei allievi.
Spesso anche un fatto al telegiornale,una notizia di violenza puo’ suscitare le stesse sensazioni..ovvero chiedersi “come avrei reagito io?” “sarei stato all’altezza di cavarmela?”
Credo che la paura sia una delle più grandi doti che possiamo esprimere..
Di solito si ha paura di ciò che non si conosce..ciò che ci è ignoto.
Di solito affrontare una situazione completamente nuova ci spaventa..perchè? perché è qualcosa a cui non siamo preparati..non sappiamo come reagiremo e che conseguenze avrà su di noi.
Ad esempio si ha paura di volare, di immergersi con le bombole oppure semplicemente di fare una capriola a terra…e ovviamente si ha paura anche di fare a cazzotti!
Di solito in questi casi uno dei metodi per esorcizzare la paura è quello di ripetere le esperienze fino a chè diventino di routine…Cio’ che fa abitualmente parte della nostra routine quotidiana non ci spaventa più di tanto..pensate ad un pilota di linea che vola ogni giorno,un sub che fa centinaia di immersioni o un’acrobata circense..per loro è semplicemente come andare in ufficio ogni giorno…
Nel caso dei cazzotti la cosa è simile ma leggermente diversa..
Perché? Perché c’è la paura del dolore fisico..
Il dolore così come la paura è una cosa inevitabile nella vita..ognuno di noi ha paura di farsi male per il semplice istinto di conservazione.
Mentirei se vi dicessi che ogni pugile o fighter non ha paura prima di salire sul ring…e mentirei anche se vi dicessi che ogni volta che facciamo sparring non proviamo quel pizzico di tensione di farci male.
Il segreto è semplice…la paura in realtà ci rende vivi,ci fa stare più attenti,fa reagire il corpo più velocemente e quindi in pratica serve eccome…tutto sta nel saperla gestire.
Non insegno e non insegnerò mai a non aver paura in uno scontro fisico.
Piuttosto insegno a gestire la paura affinchè vi sia amica e vi faccia compiere le scelte giuste.
E quando si è in grado di saper gestire la paura ciò che stiamo facendo ci risulterà anche divertente…
Detto così sembra il solito discorso da maestro Miyagi ahahah ma anche qui c’è un metodo.
Durante l’allenamento bisogna imparare a convivere con i dolori derivanti dal prendere qualche pugno o qualche calcio affinchè il corpo impari a conoscere bene quelle sensazioni…non vi spaventate se vi prendete un cazzotto che passa tra i guanti..non vi arrabbiate se un calcio vi prende in pieno..in realtà sono come le punture delle api..un po’ alla volta vi immunizzano…sono sitmoli che date al vostro corpo (o meglio che il vostro compagno di allenamento dà al vostro corpo ehehe) e che fanno si che quei doloretti diventino la vostra routine..bene una volta che avete imparato a gestire quel tipo di dolore il corpo lo memorizzerà come qualcosa di cui non aver più paura e sposterete l’attenzione su qualcosa di diverso..su un nuovo tipo di dolore (eheheh)..più intenso e magari più degno di attenzione da parte vostra…bene avete capito come gestire la paura.
Alcune cose diventeranno di routine altre invece vi terranno con le pupille dilatate perché più meritevoli di attenzione..se durante una sessione di guanti spuntasse all’improvviso la lama di un coltello..immediatamente i pugni e i calci non vi sembrerebbero più un problema e non ne sentireste neanche l’effetto di prima…perché la nuova paura sarebbe il coltello!
Ovviamente a tutto c’è un limite…non è che possiamo prendere centinaia di coltellate al giorno per abituarci alla sensazione perché l’unica sensazione che provereste probabilmente sarebbe il freddo eterno..

L’idea comunque è quella di ingannare il vostro cervello insegnandogli a spostare più in là ogni volta l’asticella dell’attenzione,rendendogli familiari quei gesti che prima non lo erano.

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