Un capitolo
importante e delicato è la paura.
Quante volte vi è
capitato di trovarvi nel bel mezzo di una discussione dove i toni si fanno
sempre più forti e accesi? Quante volte un vostro collega o capoufficio è
arrivato a urlarvi contro in maniera minacciosa? Quante volte avreste voluto
far valere le vostre ragioni ma avete avuto paura che la discussione degenerasse?
E in quei casi cosa
avete provato? Come vi siete sentiti?
In
pericolo,inadeguati,pieni di rabbia,con le mani che tremano….Queste sono le
risposte che mi vengono date dai miei allievi.
Spesso anche un
fatto al telegiornale,una notizia di violenza puo’ suscitare le stesse
sensazioni..ovvero chiedersi “come avrei reagito io?” “sarei stato all’altezza
di cavarmela?”
Credo che la paura
sia una delle più grandi doti che possiamo esprimere..
Di solito si ha
paura di ciò che non si conosce..ciò che ci è ignoto.
Di solito affrontare
una situazione completamente nuova ci spaventa..perchè? perché è qualcosa a cui
non siamo preparati..non sappiamo come reagiremo e che conseguenze avrà su di
noi.
Ad esempio si ha
paura di volare, di immergersi con le bombole oppure semplicemente di fare una
capriola a terra…e ovviamente si ha paura anche di fare a cazzotti!
Di solito in questi
casi uno dei metodi per esorcizzare la paura è quello di ripetere le esperienze
fino a chè diventino di routine…Cio’ che fa abitualmente parte della nostra
routine quotidiana non ci spaventa più di tanto..pensate ad un pilota di linea
che vola ogni giorno,un sub che fa centinaia di immersioni o un’acrobata
circense..per loro è semplicemente come andare in ufficio ogni giorno…
Nel caso dei
cazzotti la cosa è simile ma leggermente diversa..
Perché? Perché c’è
la paura del dolore fisico..
Il dolore così come
la paura è una cosa inevitabile nella vita..ognuno di noi ha paura di farsi
male per il semplice istinto di conservazione.
Mentirei se vi
dicessi che ogni pugile o fighter non ha paura prima di salire sul ring…e
mentirei anche se vi dicessi che ogni volta che facciamo sparring non proviamo
quel pizzico di tensione di farci male.
Il segreto è
semplice…la paura in realtà ci rende vivi,ci fa stare più attenti,fa reagire il
corpo più velocemente e quindi in pratica serve eccome…tutto sta nel saperla
gestire.
Non insegno e non insegnerò mai a non aver
paura in uno scontro fisico.
Piuttosto insegno a
gestire la paura affinchè vi sia amica e vi faccia compiere le scelte giuste.
E quando si è in
grado di saper gestire la paura ciò che stiamo facendo ci risulterà anche
divertente…
Detto così sembra il
solito discorso da maestro Miyagi ahahah ma anche qui c’è un metodo.
Durante
l’allenamento bisogna imparare a convivere con i dolori derivanti dal prendere
qualche pugno o qualche calcio affinchè il corpo impari a conoscere bene quelle
sensazioni…non vi spaventate se vi prendete un cazzotto che passa tra i
guanti..non vi arrabbiate se un calcio vi prende in pieno..in realtà sono come
le punture delle api..un po’ alla volta vi immunizzano…sono sitmoli che date al
vostro corpo (o meglio che il vostro compagno di allenamento dà al vostro corpo
ehehe) e che fanno si che quei doloretti diventino la vostra routine..bene una
volta che avete imparato a gestire quel tipo di dolore il corpo lo memorizzerà
come qualcosa di cui non aver più paura e sposterete l’attenzione su qualcosa
di diverso..su un nuovo tipo di dolore (eheheh)..più intenso e magari più degno
di attenzione da parte vostra…bene avete capito come gestire la paura.
Alcune cose
diventeranno di routine altre invece vi terranno con le pupille dilatate perché
più meritevoli di attenzione..se durante una sessione di guanti spuntasse
all’improvviso la lama di un coltello..immediatamente i pugni e i calci non vi
sembrerebbero più un problema e non ne sentireste neanche l’effetto di
prima…perché la nuova paura sarebbe il coltello!
Ovviamente a tutto
c’è un limite…non è che possiamo prendere centinaia di coltellate al giorno per
abituarci alla sensazione perché l’unica sensazione che provereste probabilmente
sarebbe il freddo eterno..
L’idea comunque è
quella di ingannare il vostro cervello insegnandogli a spostare più in là ogni
volta l’asticella dell’attenzione,rendendogli familiari quei gesti che prima
non lo erano.
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