Tornando a parlare
di difesa personale è molto importante porre l’accento sulla reazione del corpo
quando si verifica un’aggressione.
Ci sono molti video
su Youtube che mostrano rapine,risse o aggressioni in genere e se si tiene
d’occhio lo scorrere del tempo vedrete che quasi tutta l’azione si consuma in
pochissimi secondi.
Le vittime vengono
quasi sempre colte di sorpresa e le reazioni ad una situazione violenta sono
riconducibili a ciò che gli israeliani chiamano le tre “F”
FLY,FREEZE e FIGHT.
FLY letteralmente
significa volare via,scappare.
Questa è
probabilmente la miglior soluzione possibile da mettere in pratica nell’ottica
della difesa personale dove ,come già detto,per difesa personale si intende
sopravvivere.
Non c’è vergogna o
orgoglio nel voler scappare via e riportare a casa la pelle e quando c’è
effettivamente la possibilità di farlo è senza dubbio la scelta migliore.
Il non affrontare
uno scontro è la cosa più saggia da mettere in pratica anche da parte di chi è
allenato al combattimento..le variabili in strada sono infinite,possiamo dover
trovarci ad affrontare uno o più aggressori e magari ad un certo punto spunta
un arma.Meglio evitare.
FREEZE identifica
l’atteggiamento con il quale si resta paralizzati ed immobili.
Il cervello non
riesce ad elaborare la situazione intorno e il corpo va in blackout.
Siamo letteralmente
sotto shock con i battiti accelerati e praticamente in balia degli eventi e del
nostro aggressore.
E’ la situazione più
pericolosa in assoluto perché il nostro corpo non risponde più,non sappiamo
cosa fare ed anche le parole non riescono ad uscire neanche per gridare aiuto.
Molte donne vittime
di violenza hanno raccontato di essere state totalmente incapaci anche solo di
gridare perché il fiato quasi non usciva dalla bocca.
FIGHT identifica la
reazione ad un’aggressione con il combattimento.
Mi rendo conto di
ciò che sto subendo e reagisco all’improvviso difendendomi come posso.Spesso in
questi casi l’allenamento gioca un ruolo fondamentale poiché non si ha la
capacità né il tempo di pensare ad una vera strategia di combattimento.Il corpo
va in automatico e mette in pratica ciò che la memoria muscolare ha
immagazzinato nei mesi o anni di pratica. I pugni o i calci saranno certamente
sporchi e magari non stilisticamente perfetti ma il solo fatto di reagire
violentemente puo’ determinare una possibilità di sopravvivenza.
Abbiamo detto che la
situazione più pericolosa è senz’altro il Freeze ovvero la paralisi.
In questo caso
l’allenamento gioca un ruolo fondamentale.
Nelle mie lezioni di
Krav Maga enfatizzo molto la reazione esplosiva ad una qualsiasi
aggressione.Imparare a reagire improvvisamente anche partendo ad occhi chiusi
ad esempio condiziona moltissimo il cervello e si riesce a guidare
progressivamente la nostra reazione verso la soluzione migliore.
Passare dunque dal
Freeze al Fight è fondamentale e vi sorprenderà anche solo vedere come il
vostro corpo metta in pratica in automatico alcuni movimenti anche dopo poche
lezioni pratiche.
Purtroppo le tre F
all’inizio sono assolutamente soggettive.
Come reagirà il nostro
corpo ad un’aggressione non lo sappiamo.
Alcuni soggetti
reagiscono con il Fly,altri con il Fight molti invece con il Freeze.
Si tratta solo di
mettersi in gioco e provare in tutta sicurezza con il vostro istruttore come il
vostro corpo reagirà ad una situazione di pericolo.
Non c’è niente di
più sbagliato di provare le tecniche all’infinito in palestra senza introdurre
il fattore stress.
L’allenamento nella
difesa personale deve mirare a condizionare il corpo certo ma dovete allenare
anche la mente.
Una lezione di Krav
che si rispetti allena sia il corpo che il cervello..altrimenti il vostro
istruttore di difesa personale non ha capito proprio niente.
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