lunedì 20 luglio 2015

LE TRE “F”

Tornando a parlare di difesa personale è molto importante porre l’accento sulla reazione del corpo quando si verifica un’aggressione.
Ci sono molti video su Youtube che mostrano rapine,risse o aggressioni in genere e se si tiene d’occhio lo scorrere del tempo vedrete che quasi tutta l’azione si consuma in pochissimi secondi.
Le vittime vengono quasi sempre colte di sorpresa e le reazioni ad una situazione violenta sono riconducibili a ciò che gli israeliani chiamano le tre “F”
FLY,FREEZE e FIGHT.
FLY letteralmente significa volare via,scappare.
Questa è probabilmente la miglior soluzione possibile da mettere in pratica nell’ottica della difesa personale dove ,come già detto,per difesa personale si intende sopravvivere.
Non c’è vergogna o orgoglio nel voler scappare via e riportare a casa la pelle e quando c’è effettivamente la possibilità di farlo è senza dubbio la scelta migliore.
Il non affrontare uno scontro è la cosa più saggia da mettere in pratica anche da parte di chi è allenato al combattimento..le variabili in strada sono infinite,possiamo dover trovarci ad affrontare uno o più aggressori e magari ad un certo punto spunta un arma.Meglio evitare.

FREEZE identifica l’atteggiamento con il quale si resta paralizzati ed immobili.
Il cervello non riesce ad elaborare la situazione intorno e il corpo va in blackout.
Siamo letteralmente sotto shock con i battiti accelerati e praticamente in balia degli eventi e del nostro aggressore.
E’ la situazione più pericolosa in assoluto perché il nostro corpo non risponde più,non sappiamo cosa fare ed anche le parole non riescono ad uscire neanche per gridare aiuto.
Molte donne vittime di violenza hanno raccontato di essere state totalmente incapaci anche solo di gridare perché il fiato quasi non usciva dalla bocca.

FIGHT identifica la reazione ad un’aggressione con il combattimento.
Mi rendo conto di ciò che sto subendo e reagisco all’improvviso difendendomi come posso.Spesso in questi casi l’allenamento gioca un ruolo fondamentale poiché non si ha la capacità né il tempo di pensare ad una vera strategia di combattimento.Il corpo va in automatico e mette in pratica ciò che la memoria muscolare ha immagazzinato nei mesi o anni di pratica. I pugni o i calci saranno certamente sporchi e magari non stilisticamente perfetti ma il solo fatto di reagire violentemente puo’ determinare una possibilità di sopravvivenza.

Abbiamo detto che la situazione più pericolosa è senz’altro il Freeze ovvero la paralisi.
In questo caso l’allenamento gioca un ruolo fondamentale.
Nelle mie lezioni di Krav Maga enfatizzo molto la reazione esplosiva ad una qualsiasi aggressione.Imparare a reagire improvvisamente anche partendo ad occhi chiusi ad esempio condiziona moltissimo il cervello e si riesce a guidare progressivamente la nostra reazione verso la soluzione migliore.
Passare dunque dal Freeze al Fight è fondamentale e vi sorprenderà anche solo vedere come il vostro corpo metta in pratica in automatico alcuni movimenti anche dopo poche lezioni pratiche.
Purtroppo le tre F all’inizio sono assolutamente soggettive.
Come reagirà il nostro corpo ad un’aggressione non lo sappiamo.
Alcuni soggetti reagiscono con il Fly,altri con il Fight molti invece con il Freeze.
Si tratta solo di mettersi in gioco e provare in tutta sicurezza con il vostro istruttore come il vostro corpo reagirà ad una situazione di pericolo.
Non c’è niente di più sbagliato di provare le tecniche all’infinito in palestra senza introdurre il fattore stress.
L’allenamento nella difesa personale deve mirare a condizionare il corpo certo ma dovete allenare anche la mente.

Una lezione di Krav che si rispetti allena sia il corpo che il cervello..altrimenti il vostro istruttore di difesa personale non ha capito proprio niente.

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